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La nostra serie A2 femminile riposa (la gara con Geas prevista per il weekend 11-12 è già stata giocata) ma il Mondo Sanga non si ferma mai e allora eccoci alla seconda puntata della rubrica Rising Orange alla scoperta del pianeta giovanile arancio-nero. Con noi questa volta Paola Novati e Valentina Giulietti.

Da dove nasce la vostra passione per il gioco, le vostre prime esperienze e contatti con il basket giovanile.

NOVATI: “La passione nasce in famiglia. Ho iniziato a giocare a 6 anni e dal primo giorno di minibasket è stato amore a prima vista. Ho fatto tutto il minibasket nella Comense e sono rimasta lì fino a quando, purtroppo, è fallita nel 2011. Questo non ha tolto nulla alla mia passione che, anzi, è aumentata, osservando ed ammirando le giocatrici di A1 che seguivo costantemente.”

GIULIETTI: “Gioco a basket da sempre. Ero all’ultimo anno di asilo e con gli altri bambini abbiamo cominciato a giocare a micro-basket perché i ragazzi della serie C di Bernareggio erano venuti a farci qualche lezione. All’epoca i miei genitori mi avevano iscritto ad un corso di ginnastica artistica, ma abbiamo capito subito tutti che il body e le scarpette non facevano per me. Il colpo di grazia poi è stato il film “Space Jam” del quale ho completamente consumato il nastro del videoregistratore. Michael Jordan e i Looney Tunes di fatto hanno cambiato tutto il resto. Dopo aver fatto tutto il percorso minibasket a Bernareggio a 11 anni ho cominciato a giocare in una squadra femminile Brianzola con la quale ho costruito molte amicizie e colto molte soddisfazioni personali”.

Come ti trovi in questa esperienza Sanga e come in A2 anche con le compagne?

NOVATI:“Al Sanga mi trovo bene, è una società che mi piace, mi sta dando molta fiducia, nella quale riesco a a migliorarmi giorno per giorno. È un ambiente positivo perché, soprattutto con le compagne, mi trovo molto bene, sia nel giovanile che in prima squadra. Ho un bel rapporto con tutte e sicuramente questa solidarietà riesce a farci lavorare bene in palestra”.

GIULIETTI: “Sono a Sanga da 3 anni, dopo la sofferta decisione di lasciare la squadra che mi aveva cresciuta e fatto esordire anche in A, ma per certi versi deluso nel periodo prima del cambio. L’arrivo al Sanga è stato da subito molto apprezzato a partire dallo staff per arrivare alle compagne. Compagne nuove ed esperte con la prima squadra. Lavorare duro con le senior e anche con una ragazza straniera: Lavinia nel primo anno e Liga nel secondo. Abbiamo avuto due buoni anni con l’U20 nei quali la soddisfazione maggiore ci ha sfiorata di poco. Molte amiche nuove ma anche alcune rincontrate dalle esperienze precedenti. Il gruppo è grosso modo rimasto invariato e abbiamo cementato le amicizie. Giocavo già con Paola e Giada (ma anche Picarelli che ha purtroppo abbandonato) con le quali ho già condiviso tornei, Finali Nazionali e premi. Ho avuto modo di stringere belle e nuove amicizie con Alice, Giulia e Ludovica (Rossini che è andata a Carugate ma con la quale siamo ancora in contatto). Ci hanno raggiunto per le Finali Giulia Vincenzi e Susanna Toffali, quest’anno anche Grassia, con le quali ho fatto tutto il percorso di Azzurrina. Insomma per farla breve sono molto contenta di quello che faccio, con chi e dove lo sto facendo. Sanga poi ha una lato sociale che forse non tutte le società di Basket hanno e che aggiunge valore a tutto il resto; anche se a volte pesa dover quadrare i propri impegni con quelli extra palestra della Società.

Aspirazioni, obiettivi e vostre personali aree di miglioramento, cosa chiedete a questa stagione?

NOVATI:“Quest’anno per me è un anno impegnativo, abbiamo tre grandi obiettivi: le finali nazionali u20, puntare alla promozione in B con la squadra di serie C e i play off con la serie A.
Sicuramente questi traguardi aumentano la voglia di lavorare duro giorno per giorno in palestra. Parlando di me, sto iniziando a proiettarmi in una visione più da esterna, nel senso che Franz mi sta dando fiducia anche da 3 e questo per me significa molto. Imparare a giocare in ruoli diversi significa saper vedere il gioco da diversi punti di vista, questo ti consente di aiutare la squadra nel miglior modo possibile. Voglio essere il più ‘produttiva’ per tutti e tre i campionati in cui sono inserita e non nego che spero che questa cosa possa aiutarmi per confermarmi nel giro della nazionale, ma di questo se ne parlerà ovviamente a fine stagione”.

GIULIETTI:Vorrei poter avere più spazio in A ma sono serena, sapendo che pur in un inizio d’anno complicato per noi le occasioni non mancheranno (Franz lo sa). Voglia di far bene ne abbiamo tanta e in abbondanza. Con l’Under 20 vorrei poter vincere il mio ultimo titolo regionale giovanile per poi giocarci le nostre chance alle Finali Nazionali. Ho praticamente giocato in tutte le finali giovanili disponibili (U15, U17, U19 e U20) ed essendo l’ultima sarebbe ora di vincere. Con le altre giovani stiamo tentando l’avventura (in ottica preparazione) della Serie C. Vista la formula e le avversarie, un campionato sfidante, la Final Four potrebbe essere alla portata: noi ci crediamo. Se dovessi sognare più in grande, mi piacerebbe che qualcuno in azzurro notasse il mio impegno e l’etica del lavoro che nel piccolo hanno sempre prodotto buoni risultati dovunque ho giocato. Fin ora da quel lato qualche soddisfazione è arrivata in passato ma sarebbe bello rinfrescarla”.

Quanto spazio occupa il basket nella tua vita?

NOVATI: “Il basket sicuramente occupa uno spazio molto grande nella mia vita, praticamente vivo in palestra! Avendo iniziato l’università quest’anno i tempi da gestire sono cambiati molto ma per ora non sto avendo molti problemi. Giocare a basket mi piace e, per quanto possa esserci stanchezza fisica, questa non toglierà mai nulla la mia voglia di stare in palestra e lavorare!”.

GIULIETTI:

3 Paola Novati
14 Valentina Giulietti

La mia vita è divisa tra studio, faccio il primo anno di Design al Politecnico di Milano, qualche amicizia, ma soprattutto tante ore tra palestre e partite. In tutto quello che faccio metto sempre tutto quello che ho e quindi rimane veramente poco tempo per fare altro. Recupero durante l’estate facendo viaggi e sperimentando con i miei genitori o da sola in giro per il mondo”.

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