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Nello sport si vince, qualche volta a seconda della disciplina si pareggia, si perde ma soprattutto si impara sempre. Si impara a crescere insieme, il rispetto per gli avversari, a non caricare troppo le vittorie o le sconfitte. Si perde e si vince anche nella vita, meglio provare queste emozioni in un laboratorio chiamato Sport di Squadra, che rimanere delusi e frustrati quando poi le cose conteranno molto di più di una partita di pallacanestro.

 Le “ragazzine terribili” Under 13 e Under 14 del Sanga Milano rispecchiano fedelmente questi valori universali di lealtà e pratica sportiva e stanno diventando grandi a suon di vittorie, dopo aver sperimentato anche qualche sconfitta formativa negli anni scorsi. Il loro ruolino di marcia quest’anno è incredibile e parla da solo con, per ora, 13 vittorie e zero sconfitte. Inevitabile parlare di loro con chi le conosce meglio, l’allenatrice Giorgia Colombo, un passato come giocatrice al Geas, Carugate prima di passare al Sanga dove decide di mettere radici occupandosi di minibasket a 360°, togliendosi tante soddisfazioni e allevando molte giovani promesse.

Giorgia. prima in classifica con due squadre, Under 13 e Under 14 te lo aspettavi?

Eh chi se lo aspettava… Diciamo che ci credevo, ma aspettarselo proprio no. Sapevo di avere un bel gruppetto di bimbe talentuose, determinate e di buon livello. I gruppi che arrivano dal Minibasket di Lorena Villa sono sempre “talentuosi e grintosi” ma da li ad essere prime e imbattute, caspita tanta roba no?!

Qual è il segreto?

Il segreto? … Se è segreto non si dice se no poi ci battono! Penso che dall’inizio dell’anno le assenze siano state pochissime, le ragazze si allenano costantemente e con grande intensità, il ritmo è sempre alto. Forse il segreto sono proprio le ragazze stesse, mi stupiscono partita dopo partita, la voglia che ci mettono ad ogni allenamento.

Allenamenti Under 13 e Under 14 sono uguali o diversi?

Sono in palestra 3 volte a settimana, perché il gruppo è composto da 14 ragazze ( 8 2005 – 5 2004) con l’aiuto di due 2006. Quindi abbiamo fatto gruppo unico. Lavoriamo principalmente su fondamentali e situazioni di gioco. Le ragazze si divertono, in palestra c’è allegria ed entusiasmo, forse ecco un altro segreto.

Che emozioni provi ad allenare le giovani ragazze?

Sono emozioni uniche ed indescrivibile. Non sai mai cosa aspettarti, non sai mai come possono reagire, umanamente e nelle situazioni di gioco, sono tutte da scoprire.

Quale la soddisfazione più grande?

Vedere che loro credono in quello che dici, che provano a fare quello che insegni, che catturano ogni suggerimento. Vedere una crescita costante, anche nelle piccole cose come saltare la corda, buttarsi su un pallone e sorridere sempre! E poi…  beh dai… essere prime in classifica con zero sconfitte è impagabile, una grande soddisfazione per avere costruito insieme questo bel percorso.

Vinte tutte, adesso viene il bello, come far capire loro che si può anche perdere?

Non glielo devo far capire, è una questione di mentalità. Noi dobbiamo avere la mentalità giusta per affrontare ogni partita con lo stesso mood. Noi ci siamo dati degli obiettivi “di squadra” motivazionali più che altro (crederci sempre, non abbassare mai la guardia, mettere entusiasmo, giocare per 40 minuti). Se raggiungiamo questi obiettivi abbiamo vinto sempre, a prescindere dal risultato.

Oltre ad allenatrice sei anche educatrice in un’età difficile, quali valori cerchi di insegnare?

In realtà in questo corpo da adulta, conservo uno spirito di “ragazzina”,  molto giocherellona con loro, anche “sbarazzina e scherzosa, ma soprattutto determinata nel voler raggiungere gli obiettivi che ci poniamo. C’è il momento dove si scherza, e c’è il momento dove non si scherza per niente, anzi.. Voglio essere sempre sincera con loro, sia nel bene che nel male, in modo che anche loro possano fidarsi di me ed essere sincere. Imparare le regole, rispettare ruoli, compagne e avversarie. Imparare ad “accettare” le critiche, imparare a reagire dopo una “sconfitta personale”, imparare a rialzarsi sempre.

Il complimento più bello ricevuto?

Quando mi dicono che le mie ragazze mi rispecchiano molto per grinta e determinazione.

La delusione più grande?

Vedere una ragazzina arrendersi per un errore commesso, vuol dire che non ho trasmesso la mentalità giusta, che parte dall’avere fiducia in se stesse.

Che aspirazioni hai per la tua carriera da allenatrice?

Nessuna, sto bene qua e in quello che faccio.

Se si sfidassero Under 13 e Under 14, lasciando stare differenza di età, chi vince? 

Impossibile…troppe poche le U14 e troppo poche le U13 !!

A quest’età si sta passando dall’aspetto ludico a qualcosa di più concreto, giusto? Come si affronta questa fase di passaggio?

Vorrei che passasse un concetto che mi sta a Cuore. Giocare per divertirsi non significa giocare tanto per giocare e senza obiettivi.  Io insegno a giocare per vincere, sempre, perché devo insegnare a raggiungere l’obiettivo, anche quando incontriamo squadre magari sulla carta più forti di noi. Ma insieme a questo concetto, deve passare anche quello di accettare la sconfitta se siamo riuscite a dare tutte noi stesse nella gara. E’ importante alzare sempre l’asticella, non accontentarsi mai. La vittoria è quando ognuna supera i propri limiti, non certo solo nel punteggio. Rispettare le avversarie significa anche dare il massimo, sempre. Diciamo che trasmettere questo concetto mi viene abbastanza naturale. Io devo vincere anche a nascondino o a scala quaranta, in sostanza devo vincere sempre!!! Durante gli allenamenti questo concetto non deve però diventare fonte di “ansia”. Cerco di trasmetterlo con esercizi a punteggio, con gare di sfida, oppure con partite vere. In questo modo creo una sana competizione tra di loro, che porta a desiderare ognuna di migliorarsi.

Se vinci i due campionati come esulti?

Doppio taglio di retina e doppia bottiglia di spumante…ma tocchiamo ferro che è meglio!

Cosa temi di più per la seconda parte di campionato?

Non temo niente, quello che verrà lo accetteremo senza problemi. So di avere tra le mani dei talenti incredibili e delle ragazzine determinate a vincere, caratterialmente molto forti che non si arrendono mai. Saremo sicuramente una squadra tosta, dobbiamo però crescere ancora tanto e allenarci giorno dopo giorno. La concorrenza è tanta.

La strada è tracciata e forse un roseo avvenire è già dietro l’angolo, intanto però dopo un meritato riposo e le feste di Natale, si deve tornare testa bassa e lavorare in palestra, per migliorare ancora.

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