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Alla vigilia della Festa della Donna anche l’universo Sanga ha provato l’emozione del #contagioazzurro, il nuovo progetto ideato da coach Marco Crespi in accordo col Settore Squadre Nazionali, un’occasione di confronto e scambio reciproco fra i tecnici e le giocatrici con lo staff della Nazionale Femminile, ormai un punto di riferimento importante anche fuori dai nostri confini e sempre più conosciuta nel mondo sportivo, non solo di addetti ai lavori. La passione, la voglia, la competenza e l’entusiasmo di Coach Crespi hanno affascinato tutti e tutte, dalle più piccole alle più grandi. Sui volti delle giocatrici impegnate si leggevano e alternavano varie emozioni, da un pizzico di preoccupazione e paura iniziale fino alla gioia di condividere insieme tecniche, nozioni e spunti utili per il proprio gioco. Con grande spirito di abnegazione, sacrificio, umiltà e voglia di imparare si sono messe tutte in gioco e hanno trascorso insieme una giornata eccitante di cui far tesoro nella loro carriera.

Fra un palleggio, una difesa ben riuscita e la spiegazione di un corretto arresto e tiro Coach Crespi ha trovato anche il tempo di raccontarci come sta il movimento femminile: “Dentro questo movimento ci sono una grandissima passione e una qualità altissima. Ho notato in giro per i campi una dedizione di tutte le atlete da additare a chiunque faccia sport. C’è però anche una scatola arrugginita con cose meno belle da abbattere per liberare tutto il talento e poter crescere ancora di più”. La Nazionale sta raccogliendo risultati importanti, avvicinando nuovi tifosi e nuove adepte e di riflesso sta calamitando anche tanta attenzione mediatica. Dati incoraggianti che non possono passare inosservati: “Difficile dire – spiega Crespi – quanti e quali sono i margini di crescita. L’importante è avere una nuova visione, una visione che sia lontano dal dire “abbiamo sempre fatto così e andiamo avanti così”. Il mondo cambia continuamente e rapidamente e serve capire che si fanno progressi ricorrenti e regolari. Al giorno d’oggi conta la qualità dei club e la qualità dei progetti. Non è importante avere magari grandi piazze o grandi città che facciano parte del movimento ma avere, lo ripeto, qualità nei progetti e mi sembra che il Sanga stia lavorando proprio su questo e in questa direzione. A livello di Nazionali poi stanno emergendo nuove forze accanto al gruppo storico come Serbia, Spagna e via dicendo. Guardiamo per esempio ai progressi di Belgio e Svezia che si può permettere 6 giocatrici che giocano nell’Eurolega. Anche noi stiamo crescendo a patto di continuare a mettere qualità al bello che già abbiamo e che deve rappresentare la spinta per alzare ancora di più l’asticella. Spazio dunque ad iniziative come Contagio Azzurro, partito inizialmente per le squadre di A1 ma che si sta allargando anche a quelle di A2 con tante società che chiedono sempre più di essere, appunto, “contagiate”. Vuol dire che siamo sulla strada giusta, anche perché oggigiorno è importante capire come parlare e comunicare con le nostre giovani e un allenatore, non importa che sia di un team maschile o femminile, deve essere in grado di allenare al meglio la rosa che ha a disposizione facendo progredire il suo gruppo sempre e trasmettendogli il giusto messaggio”.

Ufficio Stampa Sanga Milano 

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