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Il Sanga chiude la regular season con una sconfitta contro San Martino (51-65) e non avrà il fattore campo ai playoff, dove ritroverà Alpo Villafranca (in trasferta tra una settimana). Non ci arriva nelle migliori condizioni possibili, dopo un paio di brutti ko da mettersi alle spalle ed uno proprio contro la prossima avversaria.

LA GARA
Che la serata sia difficile e l’avversaria insidiosa lo si capisce dalle primissime battute e da un avvio, almeno in attacco, lontano dai giorni migliori. Toffali, la più vivace, accende il Sanga che inizia a prendere ritmo (17-21 al 10′) e tampona i primissimi vantaggi della Fanola, mai oltre un +6. Nel 2° quarto cambia la partita: le venete iniziano con un 11-0 di parziale (17-32 al 15′), vincendo i duelli di energia su ogni pallone vagante, incassano i primi punti dopo 6’20” (Picotti sblocca il Sanga) e difendono il margine per arrivare all’intervallo (21-35 al 20′). Toffali è l’unica a trovare con costanza la via del canestro. La ripresa parte con piglio più incisivo, le lunghe Novati, Picotti e Guarneri in quintetto e la zona 2-3 dietro: subito 4-0 per il -10 ed un’aggressività da Sanga, ma è un elastico continuo perchè San Martino ottimizza il talento di Keys. Un buon finale di periodo, in cui Martelliano trova una tripla pesante (41-49 al 30′) può essere il preludio ad una rimonta, ma concedendo rimbalzi d’attacco e senza trame lineari in attacco il Ponte Casa d’Aste arriva fino al 45-53 di metà ultimo quarto. Un 8-0 ospite gela definitivamente il Sanga, che lotta per l’intera ripresa ma non può annullare il deficit di punteggio ed energia messo in campo nei primi 2 periodi. 

Arriva il FAnola San Martino per l’ultima partita della fase regolare. Dalla prossima settimana…Coach Pinotti, a seguire silenzioso in tribuna la sua squadra, a fine partita commenta: “Bella prova delle padovane, ma noi abbiamo giocato senza energia. Peccato perché sarebbe bastato giocare così come ci siano allenate (molto ma molto bene) in settimana. Ci aspetta un playoff da partite secche. Chi vince insegue un sogno e chi perde resta a casa. Non ha importanza dove si giochi. Ad ogni partita ti giochi la stagione. Per chi ama la competizione è esaltante. Non importa più la classifica. E noi non abbiamo nulla da perdere. Sappiamo tutti, giocatrici, allenatori e dirigenti, che dipende solo ed esclusivamente da noi.” 

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