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Buongiorno Coach Paolo Fassina e benvenuto al Sanga Milano. Arrivi con una grande esperienza  sia da Capo Allenatore Senior che Giovanile. Hai iniziato la carriera di allenatore nel San Pio X Milano, poi Paderno Dugnano, Usmate, Geas, Robbiano, Biassono, Costa Masnaga, Ivrea, Montichiari, Cantù, Broni e ultimi tre anni ancora al Geas, da assistente “di lusso”, con il quale hai guadagnato la promozione in A1. In tutto sono 4 le Finali nazionali giovanili, due promozioni dalla B alla A2, numerosi raduni con nazionali giovanili.

*Perché hai scelto il Sanga? Che cosa hai intravisto in questo nuovo progetto?

-Il motivo principale è la sfida tecnica ed agonistica che mi ha proposto Franz Pinotti: preparare al meglio le giocatrici alla transizione, difficile ma importantissima, dal basket giovanile a quello senior.

*Cosa pensi di poter dare alle giovani e giovanissime che allenerai? Ma soprattutto quale atteggiamento vorresti da loro?

-Ci deve essere uno scambio chiaro: da parte mia garantisco impegno, rispetto e serietà massima ed altrettanto chiederò loro dal primo minuto di allenamento della stagione all’ultimo. E‘ la condizione necessaria per realizzare il programma di maturazione di singole e gruppo che ho in mente.

*Il compito non è facile. Guidare un gruppo perlopiù di 2002, per quanto di talento ma inesperte, a giocare in una serie B Lombarda che raduna ottime ed esperte squadre senior… Si prospetta un anno difficile o è l’inizio di un cammino virtuoso che darà la possibilità a molte di queste ragazze di poter giocare un giorno in serie A?

-Entrambe le cose. Non voglio illudere nessuno, sarà un’annata impegnativa ma con ottime prospettive. Ho avuto garanzie sulla attitudine delle atlete al lavoro in palestra e credo che il fatto di essere state allenate da ottimi allenatori in passato ne sia la garanzia migliore. Per fare esperienza bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo e credere nelle proprie capacità e, perché no, provare ad immaginarsi giocatrici da serie A potrebbe tradursi da sogno a realtà per alcune di loro.

*Cosa significa per te tornare ad allenare un gruppo giovanile?

-Ripartire da un gruppo giovanile è una sfida stimolante perché rende necessario ripensare il proprio bagaglio di conoscenze ed adattarlo a delle giovani atlete in maniera graduale ma allo stesso tempo con i tempi giusti per affrontare B e under 18 che sono campionati complementari nell’ottica di crescita della squadra

*Torni finalmente ad allenare nella tua Milano. L’ultima volta fu all’inizio della tua carriera con il San Pio X… sensazioni particolari? emozioni?

Allenare a Milano è un valore aggiunto per la scelta che ho fatto di aderire al progetto. Si tratta della città in cui vivo, lavoro e finalmente dopo tanti , tantissimi anni, tornare ad allenare qui credo sia la chiusura di un cerchio che prima o poi ambivo di trovare la possibilità di compiere.

*Quali sono, per te, le difficoltà di un movimento femminile che non decolla mai?

-Sicuramente il reclutamento è il problema numero uno, il che corrisponde a risorse umane limitate per potere compiere il salto di qualità per un movimento che galleggia da troppi anni.

*Quale ricetta, se esiste, deve adottare una società che volesse formare giocatrici dal proprio vivaio?  

-Avere istruttori validi tecnicamente e motivati per il reclutamento nelle fasce più basse, poi allargare i gruppi sulla base di una proposta tecnica credibile e, laddove possibile, garantire spazio nel roster della prima squadra con inserimento graduale e ponderato rispetto alle richieste tecnico/tattiche che variano da campionato a campionato.

*Al Sanga, è noto a tutti, oltre a un lavoro di eccellenza agonistica, c’è molta attenzione a un lavoro di eccellenza in ambito sociale. Cosa ne pensi e come pensi di integrarti in questa visione così particolarmente forte, di una società che ha fatto del lavoro sul proprio territorio una vera missione?

-Credo sia il punto centrale del Sanga, il tratto che lo connota in modo più forte e riconoscibile nel mondo del basket e non solo. Ho visto la società crescere negli anni senza mai snaturarsi e questo è importante per chi, come me, crede che lo sport possa essere allo stesso tempo un fenomeno sociale di integrazione e di eccellenza agonistica.

*Vuoi dire qualcosa alle tue nuove ragazze?

-Potrà essere un anno da vivere con il sorriso sulle labbra e con il sudore sulla fronte,  intenso e ricco di emozioni, saranno le nostre scelte a fare in modo che sia davvero così.

*Un messaggio per i tifosi e gli appassionati del Sanga?

-Si tratta di una squadra giovane che ha bisogno, aldilà dei risultati, di incoraggiamento da parte dei tifosi e degli appassionati e sono sicuro che faremo in modo di farvi divertire, emozionare, anche soffrire, dando il 110% delle nostre forze su ogni campo, in entrambi i campionati che disputeremo.

Grazie Paolo e benvenuto ancora da tutto il Sanga. Le sfide sono da sempre il nostro Pane, come quella di entrare contemporaneamente nel decimo anno consecutivo in serie A2 (2009) e nel ventesimo anno di attività sportiva e sociale (2019): siamo nati il 19 ottobre 1999. 

Ufficio Stampa Sanga Milano  

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