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UN PALLEGGIO NEI MIEI PENSIERIdi Giulia Pagani

Istantanea n° 2
Questa settimana ho iniziato a prepararmi per l’esame di storia greca, che avrò a gennaio.
Mi ha stupito come questo popolo così affascinante abbia diverse parole per definire l’amore.
Tra queste, ha attirato particolarmente la mia attenzione il termine Thélema (θέλημα) che indica l’amore per quel che si fa, il piacere di fare, il desiderio di voler fare.
Ho pensato subito che fosse una gran bella parola, di quelle che si appuntano per non scordarle.
Dal mio punto di vista, amare ciò che si fa è qualcosa di fondamentale ed imprescindibile, l’unica condizione per riuscire in qualunque impresa ci si possa cimentare.
Quando si parla di pallacanestro, a mio avviso, questo concetto si amplifica.
Si tratta di un amore strano, questo, di quelli che da fuori sembrano da pazzi, di quelli che solo chi vive la tua stessa passione può capire.
Un amore totalizzante, folle e incomprensibile.
Il mio, come quello delle mie compagne di squadra.
Un amore, questo, che ci porta a trascorrere gran parte del nostro tempo libero in palestra, che ci porta a sudare ed a ripetere un movimento più e più volte nella speranza di renderlo perfetto.
Un amore che ci porta a macinare km e km di trasferte e a correre su parquet di centinaia di palazzetti diversi, che ci porta a tornare tardi la notte da una partita lontana.
Un amore che ci porta a gioire dopo una vittoria, a sorridere, ad esultare ma che ci porta anche lacrime e dolore, per un infortunio magari, o per quella partita che proprio non si doveva perdere.
Che ci porta notti insonni alla ricerca di ciò che è andato storto e di ciò che dobbiamo migliorare.
Che ci porta adrenalina, sogni e sfide sempre nuove, tutte da vivere.
E non importa quanto tempo sia passato, quante gioie e delusioni si siano alternate, questo amore rimarrà sempre come era quando, per la prima volta, provavamo a scagliare il pallone in quel canestro troppo alto.
E poi questo amore ci dona forse una delle cose più belle che questo sport può regalarci: i rapporti umani.
Personalmente, credo di essere fortunata.
Sono circondata da ragazze che, oltre che compagne di squadra, sono anche amiche.
Con le nostre piccole stravaganze, ognuna di noi rappresenta un piccolo pezzo di un puzzle molto più complesso, che soltanto insieme possiamo completare.
Sorreggendoci, aiutandoci, indicandoci vicendevolmente la direzione.
Con la consapevolezza che solo assieme possiamo raggiungere i nostri obiettivi.

#10 GIULIA PAGANI
Studentessa di lettere presso l’Università Statale di Milano, e giocatrice nel Sanga Milano da tre stagioni.
Il basket e la scrittura sono le mie due grandi passioni, che qui unirò cercando di mostrare un pezzetto di quello che sono e di quello che vorrei diventare.

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