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Non solo serie A, il Sanga è orgoglioso anche delle ragazze della serie B che affrontano, con coraggio e passione, il difficile campionato lombardo. Conosciamo meglio quindi la truppa di coach Paolo Fassina, grazie proprio all’allenatore delle Orange ed alla capitana Linda Ferrazzi.

Un primo vostro bilancio della prima parte di stagione, plus e minus sino ad ora rispetto alle aspettative iniziali.

Fassina: “Direi ampiamente positivo. Insieme ai miei assistenti Stanghellini e Colombo, oltre al preparatore atletico Gennaro, abbiamo sviluppato un programma di crescita tecnica, tattica e fisico/atletica che punta alla maturazione delle giocatrici. Ragazze che ci sono state affidate dalla società ed abbiamo, a mio avviso, centrato per ora gli obiettivi di inizio torneo. Rispetto a settembre credo che abbiamo soprattutto consolidato la capacità di tenuta mentale e fisica in partita, anche grazie al decisivo apporto delle ‘”veterane’” Ferrazzi, Stilo e Pagani. In positivo c’è la costante applicazione di tutte le giocatrici nonostante le numerose sconfitte, in negativo le difficoltà, superiori alle attese, da parte di molte ad alzare la capacità di risposta ai crescenti stimoli. Una ricerca di progresso mentale su cui stiamo lavorando e che necessita di tempo in un gruppo che, ricordiamolo, e composto da atlete nate, tranne la capitana Ferrazzi, dopo il 2000”.

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Ferrazzi: “Penso che sicuramente abbiamo fatto dei miglioramenti in tanti campi, prima di tutto dei risultati sul campo. Siamo anche in crescita in termini di consapevolezza e gioco di squadra, la scorsa stagione partivamo sostanzialmente da zero ed ora stiamo costruendo una nostra identità. A volte invece, per quello che riguarda i lati meno positivi, ci scoraggiamo troppo in alcuni frangenti delle gare. Un aspetto su cui stiamo lavorando molto come gruppo e su cui vogliamo fare ancora maggiori progressi”.

L’apice ed il momento più difficile del girone di andata.

Fassina: “La vittoria più bella? Non facile rispondere a questa domanda. Il successo contro Usmate a dicembre è stato il momento top perché ci ha confermato di essere sulla strada giusta e ci ha dato una forte energia per affrontare il resto del torneo. Quella però contro Milano Basket Stars, di due settimane fa, ha un sapore unico, molto gustosa in quanto inaspettata. Il momento più difficile? Penso che la sconfitta, in trasferta, contro QS.Ambrogio poteva avere potenzialmente effetti devastanti sul gruppo ma si è trasformata, non senza frizioni, in un momento di crescita”.

Ferrazzi: “La partita peggiore secondo me è stata quella con S.Ambrogio, dove siamo state poco incisive sotto ogni punto di vista. Sensazioni esattamente opposte rispetto alla sfida con Usmate, i nostri primi due punti ma anche la prestazione collettiva più bella in assoluto. Dove abbiamo dato il meglio di noi soprattutto in difesa, aspetto tecnico che io curo ed amo in particolare. In più come abbiamo un ottimo rapporto con tutto lo staff tecnico. Coach Paolo ma anche Simo e Giorgia ci aiutano a capire meglio come progredire, come correggere i nostri difetti. Le mie compagne poi sono meravigliose, ci divertiamo e cresciamo insieme. C’è profondo affetto tra noi e, come capitano, cerco di dare il meglio di me sia sul parquet che nel rapporto con tutto il gruppo”.

Cosa vi aspettate per il girone di ritorno: quali i margini e dove vorreste migliorare, aspetti più squisitamente tecnici per il coach, anche individuali ovviamente per il capitano.

Fassina: “Mi aspetto di giocare alla pari la maggior parte delle partite e, laddove la differenza di valori in campo divario risultasse troppo ampia, giocare per 40 minuti con spirito agonistico da parte di tutte le ragazze che scendono in campo. Da migliorare abbiamo ancora molte cose, tutte direi. Principalmente in attacco, dove ogni ragazza dovrà cercare di prendersi le proprie responsabilità, provando a selezionare la soluzione migliore. Obiettivo tecnico, tattico e mentale da costruire passo dopo passo, poiché richiede intraprendenza personale e lettura adeguata delle situazioni di gioco. In difesa l’obiettivo è riuscire a mantenere il piano partita ed “attaccare l’attacco”, mettendo sul parquet voglia di lottare e spirito di squadra. Come “farm team” di una società di serie A non abbiamo l’obbligo di vincere, ma sono convinto che il miglioramento di ogni singola giocatrice alla fine non può che giovare alla classifica finale con la speranza, tutt’altro che nascosta, di riuscire a conquistare la salvezza e confermare per l’anno prossimo il diritto a giocare ancora in serie B”.

Ferrazzi: “Il girone di ritorno spero e mi auguro che ci riservi belle soddisfazioni, sono ottimista e credo in questo gruppo. Dal punto di vista personale credo di dover provare a controllare la mia aggressività, a volte mi arrabbio troppo con me stessa. Polemizzo e talvolta faccio qualche fallo di pura frustrazione. Su questo aspetto voglio lavorare con attenzione, cercando di limare questo ambito che è ovviamente più caratteriale che tecnico. Aspetto sia individuale ma credo anche collettivo. Infatti come squadra quando riusciamo a gestire il controllo della gara, ad eseguire con attenzione e lucidità, siamo davvero brave e competitive. Per cui resto fiduciosa che questi progressi si possano realizzare nella seconda parte del torneo”.

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