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Il Covid è una sciagura, un dramma umano, ma ha la grande peculiarità di mettere il dito nella piaga delle molte contraddizioni della vita quotidiana di ognuno di noi.  E non parlo di Europa, Mes, soldi e procedure che ci danno la possibilità oggi di rimettere in corsa l’Italia intera che, grazie proprio al Covid, potrebbe “svoltare” e puntare diritta ad essere una delle più grandi potenze economiche al mondo, riducendo i debiti, aumentando i posti di lavoro, sanando tutti quei settori fondamentali, malati oggi di burocrazia e ingiustizie sociali, il cui buon funzionamento è indispensabile per il nostro benessere e non solo economico. Parlo qui di come il “maledetto” Covid stia in realtà già indicando una rivoluzione copernicana da attuare, subito, perché il nostro si trasformi in un futuro “benedetto”.

Ci sono sempre due modi possibili nel porsi davanti a un problema grave: subirlo chiudendosi a riccio nella modalità conservatrice ed egoistica dettata dalla paura di perdere quel poco che abbiamo; oppure cavalcare con intelligenza, coraggio e lungimiranza positiva, la nuova situazione venutasi a creare, cambiando vecchie pratiche e antichi pregiudizi per trasformarli in nuova energia da investire nelle nuove generazioni perché abbiano un futuro migliore del nostro.  Parlo di Sport, Scuola e Territorio

Sta succedendo un fatto molto grave. Alcuni Consigli di Istituto di Scuola, pochi per fortuna, hanno deciso di impedire tutte le attività extra scolastiche, soprattutto del pomeriggio e della sera, portando come “scusa” la necessità di recuperare spazi per lo studio dei ragazzi durante l’orario scolastico. L’indecisione governativa italiana sul da farsi nel settore scuola, sta portando persone “normali” con nessuna o poca competenza nello specifico, perché semplici genitori, seppur ottimi professionisti e/o impiegati nel loro lavoro, a prendere delle decisioni sul futuro dei nostri figli che potrebbero segnarli negativamente per sempre. La paura del Covid porta a vietare l’introduzione di associazioni sportive, l’introduzione “dell’altro” visto come untore e nemico, nei locali scolastici in cui al mattino i bambini e i ragazzi “diventerebbero” probabili bersagli del virus maledetto. Ecco un chiaro esempio di pensiero medievale, chiuso, conservatore, egoistico, direi terrorizzato.  Poi però c’è l’altro pensiero, quello che vuole i nostri figli equilibrati, sicuri di sé nel prendere decisioni, intelligenti e coraggiosi quel tanto che basta, non per rischiarla la vita, ma per investire le proprie vite in un futuro innovativo che cancelli pregiudizi e ingiustizie sociali. La scelta è tra respingere e accogliere, tra capire e impedire, tra il fare nel promuovere e lo stallo della prigione, tra la libertà e le catene della paura.

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Lo Sport insegna valori quali Amicizia, Lealtà, Rispetto delle Regole, Sacrificio, Impegno, Lavorare per un Obiettivo, Collaborare per il bene comune e insegna quel tanto amato Team Building che colossi economici aziendali impongono ai propri dipendenti come “toccasana” per migliorare i rapporti interpersonali di alto livello lavorativo. Un lavoro di squadra che i bambini e i ragazzi imparano prima, e con più semplicità, nelle ore extra scolastiche del pomeriggio e della sera, sin  dalla loro tenera età. Imparano il Rispetto e la conseguente condivisione.

Molto fortunatamente esistono Dirigenti Scolastici “Illuminati” che hanno ben chiara la loro missione di poter migliorare il mondo, formando oggi bambini e ragazzi, che un domani saranno la nostra classe dirigente. E questi sono a capo di scuole in cui gli stessi genitori, ma con una mente aperta e lungimirante, aprono la Scuola al Territorio ben sapendo che stanno già sin d’ora costruendo il bene dei loro figli e, per proprietà transitiva, il bene della comunità futura.

SCUOLE APERTE è il titolo di un progetto del Comune di Milano che da anni desidera aprire le strutture scolastiche al Territorio, non per farci entrare il “babau” o l’Uomo nero, ma per far “uscire” il modello Scuola nel proprio territorio di appartenenza, replicandolo in un connubio tra formazione, educazione e cultura perché la scuola non finisca con la campanella di uscita dei ragazzi, ma perché continui in uno scambio biunivoco con tutte le molteplici associazioni sportive e non, per la miglior formazione possibile dei nostri figli. E allora magicamente educatori, istruttori, genitori e insegnanti lavorano tutti insieme nel proporre ai giovani del territorio, un mix di attività sportive, extra scolastiche, di esperienze umane in cui la mente sia collegata a un corpo che si muove con capacità cinestesiche, per provare emozioni che fanno crescere. Lo Sport è fondamentale nella crescita dei nostri ragazzi, esattamente tanto quanto imparare la matematica, il saper leggere e scrivere, tanto quanto l’apprendimento di un metodo che ci faciliti nella vita quotidiana.

Siamo all’eterna “battaglia” tra le forze positive e quelle negative. Tra chi accoglie, cura, guarisce e costruisce, e chi respinge, rinchiude e distrugge. E come sempre le forze negative aspetteranno il passo falso delle forze positive, aspetteranno il fallimento della fiducia e della speranza. Perché è più facile non fare nulla e attendere, che fare e rischiare. Ma, mi chiedo, non è la vita stessa un rischio continuo? Sin da quando ci alziamo dal letto la mattina, noi tutti, ci prendiamo dei rischi. L’alternativa è vivere chiusi in una asettica torre d’avorio, da soli, senza mai sperimentare il significato del dare, donare, amare. 

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