Sponsor

Nella maggior parte dei casi la passione per uno sport viene tramandata di padre in figlio, ecco la storia dell’Orange Family di oggi rappresenta la casistica esattamente opposta.

Mattia, 17 anni da compiere proprio in questi giorni, gioca nell’under 18 dei Tigers dopo aver fatto la trafila, comune alla maggior parte dei ragazzi del mondo Sanga, nel minibasket San Gabriele. Il primo allenamento risale ormai a 11 anni fa, e nel frattempo

Mattia da bambino delle elementari si ritrova ad essere uno studente del liceo scientifico Leonardo Da Vinci che vede nel suo futuro la facoltà di ingegneria meccanica. Nel tempo libero, oltre alla pallacanestro coltiva la sua passione (ereditata da papà) per l’Inter e per la scarpe, da basket e non solo.  Mattia, sia a scuola che in squadra è noto come Bicchio un soprannome (derivato dall’abbreviazione del suo cognome) ereditato da papà Antonio.

Sponsor

Antonio, 45 anni, titolare insieme al fratello di una ditta di trasporti che opera in tutta Italia si vide assegnare il soprannome con cui è noto in tutto il mondo Sanga da Debora, una compagna di liceo,  e lo ha “concesso” anche ai due figli. Dirigente dei Tigers, di cui fai parte anche del

Antonio “Bicchio” con il compagno Alberto Pirretti durante un torneo estivo di baskin

direttivo, “Bicchio” è una persona che mette tantissima energia e passione per la causa “Orange” e non solo fuori dal campo: come ama ricordare “Ora gli acciacchi mi limitano, ma ho giocato (ride) e vinto per due volte il campionato nazionale di Baskin e ha fondato e gioca nei Sanga Papà, la formazione amatoriale che riunisce padri di giovani atleti del mondo Sanga che dopo aver visto i figli divertirsi in decine e decine di allenamenti hanno deciso di ritrovarsi in palestra tutte le settimane. Per molti di loro, Antonio compreso, quella con i Sanga Papà è stata la prima esperienza di basket giocato, a dimostrazione che … non è mai troppo tardi!

Ma andiamo a conoscerli meglio:

Ti ricordi il tuo primo allenamento?

Mattia “Bicchio” alle prese con le prime partite

Mattia: Ero in prima elementare, e allora come adesso ero molto appassionato di calcio così, tra un esercizio e l’altro, giocavo molto con i piedi. Mi ricordo che per farmi smettere gli istruttori mi fecero correre tantissimo.

Antonio: Sì dei primi allenamenti di Mattia ricordo anche io episodi come quello, ma d’altronde Mattia era l’antibasket fatto bambino! Alle volte trovava queste punizioni un po’ dure, ma dopo anni sappiamo che sono tutte cose fatte per il suo bene, sia dal punto di vista caratteriale che per quanto riguarda la passione per il gioco. Per quanto riguarda il mio primo allenamento di Baskin,  avevo iniziato un po’ per ridere e mi ricordo benissimo lo spaesamento nei confronti di un regolamento che mi appariva assurdo. In realtà presto ho capito che era più difficile da spiegare che da giocare, e in un gruppo fantastico come quello tutto è più semplice. Il primo allenamento con i Sanga Papà beh… finì letteralmente a tarallucci e vino, bisogna dire che nel “terzo tempo” siamo oggettivamente imbattibili! (ride)

In che ruolo giochi?

Mattia: Non è facile dirlo.. beh diciamo che cerco di portare palla e difendo sul playmaker avversario (lunga perifrasi usata dal politicamente corretto Mattia per dire che gioca playmaker)

Antonio: beh ruolo…

La formazione dei Sanga Papà in posa al Pala Giordani

Mattia: Beh dai papà dillo… Panchinaro…

Antonio: si vabbè… mettiamola così con i Sanga Papà il ruolo è un po’ “ndo cojo cojo” ma tiro molto da tre, con il baskin sono ruolo 5 anche se allenandomi con la numero 75 dei Sangapapà mi piace raccontare di essere ruolo 7 (ride)

Quale caratteristica tecnica ruberesti all’altro:

Mattia: beh dai… il tiro da tre effettivamente…

Antonio: Direi la mano mancina… non di certo lo scatto, su quello nonostante l’età, lo batto ancora quando voglio!

Mattia: Vero, vero … (ride)

Il tuo giocatore preferito:

Mattia: Nikola Jokic! A me piace tantissimo giocare per i passaggi e vedere Jokic che gioca quasi da fermo è fantastico

Antonio: Quando ero giovane seguire l’NBA era più difficile, ma sicuramente Michael Jordan era un mito. Dovendo fare un nome italiano probabilmente Carlton Myers, mi ricordo di quando vinse l’Europeo e anche il suo record di punti in singola partita con Rimini.

Quiz: dimmi due cose di colore arancione?

Antonio: Le arance, che da piccolo ho pure coltivato, e la palla a spicchi!

Mattia: I mandarini, che mi piacciono più delle arance, e una felpa che mi piace “un botto”!

Quiz: dimmi tre giocatori del Dream Team del 92!

Antonio: Jordan, Bird, Johnson

Mattia: Pippen, poi il centro…. Laettner, e… ah già Barkley!

La domanda delle domande: La pallacanestro mi piace perché…

Antonio: Mi piace la pallacanestro perché tutti gli sport di squadra mi sono sempre piaciuti, e mi è sempre piaciuto organizzarli, fossero tornei di calcio alle superiori o le sfide dei sangapapà. È uno sport dove si va avanti insieme, se la squadra non gira niente funziona.

Mattia: Mi piace perché l’obbiettivo del gioco è tanto semplice, ma ci sono infiniti modi per eseguirlo. Non è una scienza esatta e sta sempre al giocatore leggere tutte queste variabili e per quanto uno sia allenato non si può fare a meno dell’intuizione. Poi ovviamente, quando si parla di alti livelli è un gioco altamente spettacolare.

Sponsor