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Mancano poco più di 24 ore per Gara 1 della finale Playoff che opporrà il Sanga a Moncalieri. Per arrivare a giocarsi partite così importanti è fondamentale il lavoro di squadra che, oltre a giocatrici e allenatori, è formata da volontari, responsabili e, soprattutto dagli sponsor, che giocano un ruolo fondamentale nello sport di alto livello.

Abbiamo quindi deciso di ripercorrere la stagione della nostra Serie A2 insieme a Rossella Novarini, Direttore Generale de Il Ponte Casa d’Aste, main sponsor del team Orange.

Il Sanga, forte dell’ormai duratura partnership con il Ponte, si giocherà per la seconda volta nella sua storia la finale playoff, vi aspettavate risultati del genere – ottenuti tra l’altro in un anno particolarmente complicato per lo sport e in generale per il Paese?

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Il Sanga ha sostenuto ogni partita con grande motivazione e dando il meglio sempre; non si è lasciato condizionare dalle complicazioni collaterali e contingenti, ha guardato dentro di sé e creduto nelle proprie forze e potenzialità e questo è un atteggiamento vincente. Non è importante il traguardo, ma con che spirito si affronta la strada per arrivarci. La maggiore gratificazione è proprio riuscire ad arrivare dove non ci si aspetta: è emozionante. 

Che similitudini vede tra il mondo del lavoro e quello dello sport (e del Sanga in particolare)?

Il successo nel lavoro come nello sport è frutto di impegno, di fatica, di determinazione e di fiducia in se stessi. Nel lavoro come nello sport, correttezza, lealtà e deontologia sono valori irrinunciabili. Nel lavoro come nello sport, nessuno ti regala nulla, si parte tutti con le stesse possibilità di raggiungere il gradino più alto.

Lo sport è formativo anche nel lavoro perché insegna la condivisione, il senso di appartenenza e lo spirito di squadra.

Il Sanga e Il Ponte rappresentano un sodalizio che parte dal cuore: anno dopo anno, il percorso di crescita è avvenuto in parallelo. Quando è iniziata la nostra avventura in veste di sponsor di una squadra, abbiamo scelto una compagine giovane e grintosa che aspirava a ritagliarsi un suo posto nell’universo del basket e Il Ponte di quegli anni viveva la medesima evoluzione professionale.

Oggi, dopo undici anni, siamo entrambe due realtà che spiccano nei rispettivi ambiti e che puntano a fare ancora e sempre meglio. 

Quali sono le aspettative per il binomio tra Il Ponte Casa D’Aste e il Sanga nel futuro?

Sicuramente a un futuro insieme, guardando lontano.

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