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L’appuntamento è di quelli importanti, una finale che può voler dire Serie A1 per il Sanga e per la città di Milano. Un’occasione speciale ma anche una grande festa per la pallacanestro milanese che, grazie alla collaborazione tra il Sanga e il Comune di Milano, avrà una location speciale: L’Allianz Cloud. La partita inizierà alle ore 21 di lunedì 22 maggio e l’ingresso sarà gratuito per tutti i tifosi e appassionati.

Il Sanga torna quindi in finale dopo due anni: un’emozione per staff e tifosi ma, soprattutto, per le ragazze de Il Ponte Casa D’Aste che hanno vissuto le serie con Moncalieri di due anni fa. Sono ben cinque le giocatrici del Sanga che erano presenti nella finale del 2021, ma cos’è cambiato in questi 24 mesi? Le emozioni sono le stesse? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro.

“Mi ricordo di quelle finali, siamo state una squadra che ha dato tutto, superando i propri limiti e a fermarci fu un’ottima Moncalieri che poté mettere in campo una fisicità maggiore della nostra”, ricorda Arianna Beretta.

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Un momento speciale in una stagione speciale, fatta di una partenza in salita e una seconda parte di campionato in crescendo, come sottolinea Stefania Guarneri, oggi come all’epoca capitano Orange: “Se vado a ripensare a quel periodo mi viene in mente il percorso che abbiamo fatto: partite settime nel tabellone dei playoff, abbiamo prima battuto Crema ai quarti, serie che ci ha dato una spinta enorme, e poi Vicenza nelle semifinali per poi giocarcela al meglio nella finalissima”.

Anche Elisabetta Penz ricorda molto bene quelle finali, la numero 11 del Sanga all’epoca però giocava proprio in quella Moncalieri che si frappose tra le milanesi e la promozione in massima serie: “Due anni fa il Sanga era una squadra diversa, molto forte e capace di grandi cose, capace di sovvertire il tabellone sorprendendo tutti. Era la mina vagante che non si sapeva bene come affrontare. Quest’anno è un Sanga forte sotto altri aspetti: siamo una squadra più consapevole e determinata”.

Un Sanga cambiato, con giocatrici che nel frattempo hanno fatto esperienza ma che non sono certo impassibili di fronte a questa nuova finale, come spiega bene Susanna Toffali: “Sto vivendo l’attesa di queste finali con la medesima carica e soprattutto con la medesima ansietta di due anni fa, poco importa finire la stagione regolare settime o prime; ogni finale è una partita a sé stante, dove spesso e volentieri i pronostici non vengono rispettati. C’è da dire che quest’anno arriviamo con un bagaglio di esperienza nettamente superiore rispetto a quello di due anni fa, e con un assetto di squadra che ha conservato l’ossatura principale, ma ha aggiunto componenti in grado di dare proprio quel che mancava”.

“Quell’anno – ricorda Paola Novati –  siamo state la sorpresa mentre quest’anno, avendo concluso la regular season da prime, era più normale aspettarselo. Arrivate a questo punto è impossibile non sognare in grande. C’è un progetto che va avanti da 3/4 anni e che ha portato i suoi frutti e concludere in bellezza sarebbe il finale migliore.

Proiettandosi verso la sfida con Costa Masnaga, Susanna Toffali, che vestirà anche i panni dell’ex di giornata spiega: “Mi aspetto una serie divertente, coriacea e con una cornice da occasioni importanti. Giocare all’Allianz Cloud darà in questo senso una notevole spinta in termini di pubblico, donando alla serie più importante dell’anno la giusta location! Sarà sicuramente uno splendido spot per la pallacanestro femminile”.  “Siamo pronte – conclude Novati – e non vediamo l’ora di poter giocare Gara 1 in un palazzetto importante come quello dell’Allianz!”

 

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