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Il Sanga Milano ha comunicato il nome del nuovo responsabile Tecnico del Settore Giovanile, è Andrea Piccinelli. Il Suo curriculum è di quelli che “pesano” e farà anche parte dello Staff Tecnico condotto da Coach Pinotti nella nuova avventura di serie A2 che comincerà sabato 11 ottobre in trasferta a Torino.

E’ cresciuto alla scuola di allenatori del calibro di Aldo Corno, Roberto Ricchini, Gianni Lambruschi, Marco Rota, per citarne solo alcuni. Ha allenato atlete eccezionali che gli hanno consentito di raggiungere tante soddisfazioni sul campo: 1 scudetto Under16 nel 2007, 3 argenti, 4 bronzi e 1 quarto posto in 11 finali nazionali, solo a Como. A Biassono raggiunge un playoff da capo allenatore della serie A2 e tre bronzi giovanili. Lavora in Svizzera all’interno del centro federale giovanile del Canton Ticino (come selezionatore e coordinatore delle selezioni cantonali) e con la società Sav Riva San Vitale (che milita nella serie A elvetica) conquistando buoni risultati a livello giovanile: 2 ori nazionali con il Basket Ticino e un argento under14 con Riva San Vitale. Ora l’incarico al Sanga, sentiamo da Andrea Piccinelli quali sono le sue intenzioni:

 

–        Innanzitutto Andrea, perché hai detto sì al Sanga?

“Non posso che ringraziare il Sanga per aver pensato a me e onorato di entrare nel suo mondo. Quando ad inizio estate mi ha chiamato Franz Pinotti ho capito dalle sue prime parole che poteva nascere qualcosa di molto interessante. Conosco Franz da tanti anni, ci siamo sempre affrontati lealmente e appassionatamente da avversari in tutte le categorie del giovanile fino alla serie A2…e sempre mi ha colpito per la sua passione e il suo contagioso entusiasmo. Queste sono le armi con cui mi ha… contagiato. Ho quindi accettato ben volentieri di entrare a far parte del Mondo Sanga perché sono convinto innanzitutto che sia un ambiente ideale per fare pallacanestro e costruire qualcosa insieme per il bene del basket. Poi mi ha conquistato il progetto perché c’è un vero progetto che guarda non solo al presente ma soprattutto al futuro in quanto mette al centro la crescita sportiva e umana delle giocatrici. In un momento così difficile per la società in generale e per il movimento femminile nello specifico, penso che il mondo Sanga sia una delle realtà più belle e futuribili in circolazione, un punto di riferimento per il movimento non solo lombardo. Dai non potevo dire no davanti a tutto questo…mi reputo fortunato di questa possibilità che mi è stata offerta. Sono convinto che ci divertiremo”.

–        Cosa vorresti portare al Sanga?

“Sono sincero non ho la pretesa di portare nulla di più che me stesso, il mio entusiasmo e la mia passione per questo sport che ho la fortuna di vivere da quando sono piccolo prima da giocatore e poi da allenatore. Ecco quello che mi auguro è di trasmettere proprio ai più piccoli il piacere di stare in palestra con una palla in mano a lavorare allenamento dopo allenamento per migliorare ma anche raggiungere un traguardo insieme. Mi piacerebbe che le nostre giocatrici vengano in palestra e non vogliano più andare via: chi va al Sanga deve sapere di andare a “fare” pallacanestro e costruire qualcosa insieme… ognuno portando il suo mattoncino secondo le proprie capacità e il suo talento. Da allenatore cercherò di trarre il meglio da tutti ben sapendo che tutti dovranno pretendere il massimo dal sottoscritto. Ecco perché credo nel lavoro di squadra innanzitutto con gli altri tecnici studiando un piano di lavoro comune e poi con i rispettivi gruppi di ragazze. Un lavoro che deve coinvolgere tutti e che permetta categoria per categoria di far crescere le ragazze gradualmente senza troppe pressioni ma con entusiasmo: ci sarà tanto da lavorare, si suderà parecchio ma l’obiettivo sarà quello di farlo insieme, il più possibile con il sorriso sulle labbra”.

–        Quali gli Obiettivi?

“Ripeto il primo obiettivo di noi allenatori non deve essere solo quello di far venire le ragazze in palestra ma soprattutto quello di non farle più andare via ma anzi farle tornare con ancora più grinta ed entusiasmo Ovviamente dovremo lavorare al massimo, tecnicamente, tatticamente e atleticamente in ogni categoria, per provare a ottenere il massimo possibile da tutte. Provando ad andare oltre i propri limiti, mettendosi in gioco senza paura di sbagliare…. perché no? Per fare questo abbiamo un doppio vantaggio proprio in casa: due esempi speciali come Silvia Gottardi e Alessandra Calastri che ho la fortuna di conoscere dai tempi della Comense. Silvia e Ale devono diventare i modelli e i punti di riferimento per le più giovani. Detto questo sono soprattutto convinto che il materiale umano non manca al Sanga anzi sono certo che si può fare proprio un bel lavoro: vedrete vivremo anzi “faremo” una grande stagione di basket”.

Ufficio Stampa SANGA MILANO

 

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