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La madre di tutte le partite; la sfida per la vita o per la morte; il derby del destino. Vabbè, esageriamo. Ma cosa immaginare di più gustoso di una sfida tra due asperrime rivali, Sanga e Geas, con la possibilità solo per la vincente di continuare a inseguire il suo obiettivo? Mentre chi perdeva diceva ciao alla Poule Promozione (Milano) o alla Coppa Italia (Sesto).

Sì, in teoria poteva esserci qualche speranza per il Sanga anche perdendo, se Genova avesse fatto il colpo a Broni. Ma le chances delle liguri, orfane di Visconti sul campo delle pavesi in striscia) sembravano davvero poche. Valutazione peraltro ingenerosa, visto che hanno poi sfiorato la vittoria. :o: Ma di fatto è andata così, e i sogni del team di città si sono infranti intorno alle 19.40 nel buio e nel freddo di metà gennaio, quando al suonar della sirena su entrambi i campi (peraltro non collegati, con conseguente utilizzo di antichi mezzi, ovvero l’obsoleto sms, per sapere il risultato altrui) :angry: la sentenza di morte per il Sanga veniva irreparabilmente emessa.
Poule Retrocessione, con un tour espiatorio tra Sardegna e Sud Italia, una pena sproporzionata rispetto alle colpe, che risalgono più all’inizio di stagione (diciamo fino alla sconfitta a Selargius) che a questa partita col Geas, dove Milano ha fatto di tutto per evitare il crudo destino.

Non avrebbe rubato niente, il Sanga, se avesse vinto; non ha però rubato nulla il Geas vincendo. Non ha giocato la sua miglior partita ma ha messo in campo stille da grande squadra per sopravvivere su un campo ostico (5 vittorie su 6 finora in casa per le arancioni) e contro un’avversaria al massimo delle motivazioni. “Stille”, abbiam detto, e non di più; ma forse è meglio così, perché l’anno scorso insegna che conviene arrivare al top a marzo-aprile e non a gennaio. Una volta metabolizzati i nuovi assetti con Tognalini, ci sono margini di crescita che fanno ben sperare, anche se la Poule Promo sarà come una “Top 16” di Eurolega maschile: ogni partita una battaglia ad alto livello, dove c’è poco margine per chi non è già pronto. :ph34r:
Di questa partita, oltre al dolore delle vinte e alla gioia delle vincenti, ci rimarrà l’atmosfera del PalaGiordani, dove erano occupate anche le scale tra un settore e l’altro (più gente di domenica, direi, solo per gara-2 di finale 2013 con S. Martino), e dove il pubblico di entrambe le parti, mescolato gomito a gomito, ha seguito le epiche vicende con partecipazione estrema.

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Parte meglio il Geas, a segno 3 volte da sotto con Kacerik, Barberis e Laterza (2-6). Vujovic, in mis-match di centimetri contro Barberis (mentre Calastri cozza con la brooklynese), arraffa rimbalzi in attacco in serie ma li sciupa quasi tutti (purtroppo sarà una costante della sua partita). In più, Gottardi, reduce da una “virgola” ad Alghero che ha sottolineato sul suo stesso blog, appare nuovamente in serata-no al tiro.
Segnali negativi per il Sanga. Ma si rivelano fallaci. Appena Maffenini accende il cannone, con un arresto e tiro e una tripla, parte la fiammata milanese con un clamoroso 12-0, completato da una tripla di Gottardi e poi da Maffenini e Rossi su contropiedi innescati dall’aggressività sul palleggio geassino. Roba che Franz Pinotti nemmeno nei suoi sogni più estremi s’immaginava.
Il Geas si rimette in carreggiata con Barberis (10 punti nel solo 1° quarto, solito ciclone pericoloso ogni volta che tocca palla) e solo due altre magie di Maffenini (canestri siderali, arrestandosi su un francobollo e sparando all’istante) tengono davanti il Sanga, 21-18 al 10′. Punteggi alti con ben 11 canestri da sotto complessivi, indice di attacchi dinamici ma anche di pochi tatticismi difensivi in questa prima frazione.

Secondo quarto con una nuova fiammata del Sanga. Maffenini fa ancora un paio di canestri da fuori paurosi (sembra che spari a caso, e magari è così; ma per ora segna sempre), Rossi pesca il jolly con una tripla di tabella. Il 7-0 vale il 28-18 mediolanense. Il recente acquisto Tognalini fa prove di utilità per la seconda fase sbloccando l’impasse su rimbalzo in attacco; ma Milano continua a spingere. Si accende improvvisamente Colli, una delle tante ex di turno, con 6 punti di fila, compreso un “cross over” di rara fattura per l’A2 femminile. :yes: Poi Rossi alimenta Maffenini in taglio per il 38-26. È il 16’ e la pasticciera da Erba è già a quota 20. Anche Ruisi, “gemella” di Colli per età (ok, un anno in più) e militanza nelle giovanili Geas, si fa notare con un furto dal palleggio di Laterza. E Calastri, fin lì anonima (pochi palloni toccati; certo avrebbe fatto comodo Guarneri come cambio per le lunghe, ma era impegnata in A3 con Novara), segna i suoi primi 2 punti: 40-28. La zona che tanto funzionò all’andata per il Geas, ora non sembra ipnotizzare il Sanga.
Una svolta, però, arriva dal 3° fallo di Rossi: un minuto di panchina per lei e scoppia il panico nelle manovre milanesi con due perse di fila che il Geas punisce in contropiede. :o: Momento importante perché consente alle ospiti di andare all’intervallo con uno scarto del tutto recuperabile. Anzi, un buon affare considerando quanto speso dal Sanga per costruire il vantaggio.

In effetti, tra le sensazioni dell’intervallo c’è quella che Milano rischi, come all’andata, di farsi macinare alla distanza. Gottardi è a 3 punti, Vujovic a 2, Calastri a 2: o si sbloccano loro (e lo farà solo Gottardi, alla fine), oppure Maffenini e Colli non potranno battere da sole un collettivo come quello sestese. Dove, è vero, all’intervallo mancano a loro volta i punti di Arturi (0) e Laterza (2), ma ci sono più carte alternative da giocare per non dipendere dalla loro vena; o meglio, per aspettare senza patemi che mettano, prima o poi, la loro “griffe” come infatti accadrà.
Comunque non sembra in attacco il problema, fin lì, del Geas, ma in difesa, dove 42 punti concessi sono anomali. Anche qui, però, il dato non induce al pessimismo per Sesto, perché è ampio il margine di miglioramento difensivo, con 10 giocatrici ruotabili (certo, Mazzoleni-Giorgi-Galli finiranno per giocare poco, ma sono pur sempre minuti di gambe fresche buttati nella mischia a differenza dell’altro fronte, dove si gioca in 7).
Altra constatazione dell’intervallo: veterane in difficoltà, o diciamo molto meno protagoniste delle giovani compagne e avversarie. E’ una partita per ventenni, fino a quel momento. Si corre tanto, si fa tutto in fretta, chi ha gambe verdi impazza e chi le ha un po’ più ingiallite arranca o riserva il suo meglio per dopo.

Nel terzo quarto la svolta. E viste le premesse, non sorprende più di tanto. I miracoli di Maffenini e Colli si esauriscono (o meglio, si prendono una pausa, visto che torneranno nel finale); le suddette veterane in ombra non si sbloccano; in più anche Rossi (7 punti nel 1° tempo) resterà a secco nella ripresa. In tali condizioni, solo un prolungato blackout del Geas potrebbe salvare il Sanga dal sorpasso. Così non è, anzi le sestesi colgono l’attimo e, dopo 2’30” a secco, Laterza batte due colpi di fila, poi un contropiede lancia Arturi al sorpasso (42-43 al 23’40”). Eccoli lì, i due totems. Il Sanga ha un sussulto d’orgoglio (46-46 al 25’) ma su un astuto sfondamento attirato da Arturi a metà campo, Maffenini si prende tecnico, poi Laterza serve un assist a Barberis e la tripla di Beretta sceglie il momento giusto per vibrare una coltellata al vacillante Sanga (48-55 che diventa 51-57 al 30’). Insomma, 9-20 di parziale e ruoli ribaltati tra lepre e cacciatore.

L’incognita dell’ultimo quarto è se Milano ha esaurito la benzina e quindi è prossima al crollo, oppure se saprà estrarre una reazione. Dal punto di vista Geas, se ha davvero preso il controllo o non è una giornata di grazia tale da garantire continuità. I primi minuti non risolvono gli amletici dubbi, giacché Tognalini si divora un assist sbagliando l’appoggio (suo unico errore, peraltro) e Calastri ha un imbarazzante controllo di palla al gomito con riapertura fuori misura per una compagna. Purtroppo per il Sanga, la popolare pivot da Varedo non è più tornata al 100% dopo l’infortunio d’inizio stagione.
Dopo 3 minuti di stallo è però Milano la prima a sbloccarsi: un 5-0 delle redivive Maffenini e Colli riapre tutto sul 56-58 a -5’40”. Timeout di Zanotti con schiarimento delle idee per le geassine che rispondono con un 1-8 a suon di contropiedi (due di fila), chiuso da un jumperuccio (cioè non proprio coi piedi incollati a terra, ma neanche con salto siderale) :shifty: di Arturi su rimessa da fondo (distrazione milanese). È 57-66 con 4’ da giocare. Uno dei tipici parziali-Geas che il Sanga doveva evitare a tutti i costi, perché costano una fatica boia per recuperarli.
E Milano se la sobbarca, questa fatica. Un grande arresto e tiro di Maffenini, un libero di Gottardi (solo il 50% per il Sanga ai liberi), ancora una tripla di Colli, ma va’ un po’ che prestazione per questa ragazza fino a ieri in difficoltà nel concretizzare il talento. Ed è 63-66 a 2’ e qualcosa. Già emozionante, ma il meglio deve ancora venire.

Doppia azione emblematica sul fronte Laterza-Calastri: l’italo-broccolinese sfida in 1 contro 1 la semi-brianzola e realizza. L’avversaria prova la stessa azione sul fronte opposto ma sbaglia. Però non si smonta il Sanga: il rimbalzo lungo è suo, palla a Gottardi che segna in elegante passo-e-tiro (65-68). E poi Barberis, un po’ calata alla distanza, sbaglia un appoggio un po’ arrischiato su taglio in area. Palla addirittura del pareggio: ma Colli la manda sul ferro da 3. Non una scelta pessima considerando la sua mano calda, ma forse un pizzico di fiducia di troppo. Ora il Geas può chiuderla, +3 a 1 minuto e palla in mano, ma stranamente pastrocchia. Barberis si fa intercettare il rimbalzo da un’encomiabile Gottardi che si lancia in contropiede contro Gambarini, 17 anni più giovane. Arriva al ferro ma sbaglia. Non meritava l’onta. :woot:
E si comincia col fallo sistematico. Gambarini fa 1/2, ma le lunghe si fanno scippare il rimbalzo da Barberis che riapre per Arturi. Fallo su di lei e altro 1/2 (insolito), ma ancora il rimbalzo sfugge al Sanga (gravissimo) e Calastri fa il 5° fallo su Barberis. La quale però fa 0/2! In pratica Milano ha regalato 2 rimbalzi di fila ma il Geas ha sbagliato 4 liberi su 6. :woot: Male, ma ad attenuante per le sestese debbo dire che, avendo giocato un anno in quella palestra, i ferri sono davvero infidi. -_-
Ma non è finita con le pazzie. Sul secondo errore di Barberis il rimbalzo schizza verso la linea laterale sinistra; al Sanga stava per sfuggire pure questo ma Gottardi si butta e subisce fallo (da moviola, ma sicuramente il contatto c’è stato). Stavolta, almeno lei, fa 2/2: 67-70 a 30 secondi.
C’è chi ha mormorato che, qui, il Sanga poteva lasciar macinare l’azione al Geas sperando in un errore per riottenere la palla finale sul -3. Ci può stare ma anche no, come diceva il mio amico Ponzio (Pilato). Pensandoci, forse sarebbe stato troppo rischioso aspettare per poi magari subire il canestro a 7-8 secondi. Il problema è che il Sanga non beccava più un rimbalzo. Gambarini fa 1/2, la palla schizza lunga, palla ancora al Geas ma Gottardi, eroica, intercetta spizzando in avanti. Rincorrono la palla, omerico duello, Gottardi e Gambarini. Quando sono ormai quasi al canestro del Geas, Gottardi ruzzola al suolo e gli arbitri fischiano fallo. Momento di attesa del pubblico, che non c’ha capito nulla: fallo di chi? Di Gambarini. Ma perché non danno i tiri liberi allora? :unsure: Perché l’azione è stata considerata fallo in attacco in quanto il possesso era del Geas.
Caos generale, entrambe le parti protestano. Fossimo stati nel calcio, con la moviola e i dibattiti sarebbero andati avanti per giorni. Fatto sta che la partita finisce qui perché Colli sbaglia da 3 quando ormai mancano solo una decina di secondi; il rimbalzo schizza lungo, tutte smanacciano, il Geas ne esce con la palla e Barberis arrotonda dalla lunetta. Rigorosamente 1/2, però. Finisce 67-72 e, pochi minuti dopo, s’apprende che Broni ha vinto con Genova e quindi il Sanga è in Poule Retro.

Marcatrici: Maffenini 28, Colli 16 per il Sanga; Barberis 21, Gambarini 14 per il Geas (lo scout ufficiale è lievemente impreciso, a mio immodesto parere).

Si ringrazia l’inviato sul campo MANUEL BECK

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