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Finale di stagione regolare amaro per le Orange che cadono in casa del Castel Carugate gettando una partita quasi sempre controllata. Cali di concentrazione (ben 25 palle perse), infortuni (out prima Rossi e poi Gottardi) ed un’incapacità di chiudere la contesa nonostante il dominio assoluto in area colorata (48-26 il finale a rimbalzo). Aspetti su cui tutta la squadra dovrà lavorare molto per affrontare con serenità una seconda fase fatta di tante trasferte impegnative.

LA GARA
Partenza convincente del Ponte Casa d’Aste trascinato da una splendida Silvia Gottardi che mette con regolarità il suo morbido jumper, 4-10. Sbaglia molto dal perimetro Carugate che concede transizioni che il Sanga sfrutta per il massimo vantaggio a fine primo quarto, 12-22. Sul più bello le Orange si siedono, l’ex al curaro Frantini (22 punti alla sirena finale) suona la sveglia per le padrone di casa che arrivano anche alla parità a quota 28. Momento difficile da cui le ragazze di coach Franz Pinotti sembrano uscirne grazie al buon impatto di Ruisi e Colli, proprio però un comodissimo lay-up solitario sbagliato dalla giovane guardia milanese è il sintomo dell’assenza di killer instinct delle Orange. Esce nel frattempo dalla gara Giulia Rossi, brutta botta al collo che riacutizza l’infortunio di domenica scorsa contro il Geas ed anche in cabina di regia iniziano maggiori problemi. Sempre sul punto di scappare le ospiti frenano ed alla fine persino una Carugate dalle pessime percentuali (5/28 da tre) trova il modo di realizzare aggancio e sorpasso grazie all’ottimo lavoro di De Gianni (15 punti) ed ancora di Frantini. Si spengono le Orange afflitte anche dall’uscita di scena di capitan Gottardi, distorsione alla caviglia, e costrette all’improvvisazione con Maffenini play. Su un paio di errori da fuori della guardia comasca si spengono le ultime velleità di Milano, il Castel chiude dalla lunetta ed intasca un derby alla fine quasi insperato, 63-59.

Ufficio Stampa Sanga Milano

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